Roma, 22 ottobre 2026 – Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha portato nel settore infrastrutture e servizi per la mobilità risorse per circa 34 miliardi di euro, oltre un terzo investite nel Mezzogiorno e per tre quarti con benefici diretti sulla transizione climatica, insieme a 10 riforme di sistema. È il bilancio emerso dal convegno «Il futuro delle infrastrutture, dei trasporti e della logistica italiana dopo il PNRR», organizzato da Economia Pulita a Roma, nella sede della Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo.
Il lavoro per rendere più efficiente la mobilità delle persone e la logistica delle merci non è però concluso: secondo gli ultimi Libri Bianchi di Uniontrasporti (società di Unioncamere) sono oltre 190 gli interventi prioritari indicati dalle imprese – il 54% riguarda la rete ferroviaria, il 40% strade e autostrade, il resto porti, interporti e aeroporti – con la fine dei lavori prevista, per la maggior parte dei cantieri aperti, oltre il 2030. Oltre il 50% del valore degli investimenti si concentra nel Mezzogiorno.
Il dopo PNRR si gioca sulla continuità degli investimenti. «A livello globale il fabbisogno infrastrutturale al 2040 è di circa 10 trilioni di dollari, 35-40% per i trasporti; in Italia è tra 1,5 e 2 trilioni di euro, di cui circa 550 miliardi per i trasporti. È una scala che nessuna fonte pubblica può sostenere da sola», ha dichiarato Leopoldo Destro, Vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo, indicando come risposta una cornice nazionale di lungo periodo, un fondo quinquennale per le opere strategiche e una regia pubblica capace di integrare risorse nazionali, fondi europei e capitale privato.
Dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il bilancio presentato da Davide Ciferri, Responsabile dell’Unità di Missione per il PNRR, segnala il raggiungimento di tutti i 60 obiettivi europei di competenza, il 39,4% delle risorse investito nel Mezzogiorno, 248 km di ferrovia ad Alta Velocità, 2.966 km di linee attrezzate con il sistema ERTMS e 3.238 autobus a zero emissioni. «Il PNRR non è stato soltanto un programma di spesa straordinaria, ma un laboratorio istituzionale che ha cambiato la logica stessa dell’azione pubblica, dall’adempimento delle procedure al raggiungimento dei risultati».
