Programma

Programma

Giovedì 9 settembre

Ore 9.30 – Registrazione dei partecipanti

Ore 10.15 – 12.00Tavola rotonda: Il ruolo delle istituzioni pubbliche e private in vista del “traguardo” europeo del 2030
Introduce Francesco Montanari, presiede e coordina Giovanni Rossi Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna

Ne discutono:
Alessandro Bonazzi, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna
Jörg Buck, Consigliere Delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica
Marco Bussone Presidente nazionale Uncem
Davide Conte Assessore al Bilancio del Comune di Bologna
Luigi Di Marco Architetto e curatore della rubrica Europa di ASviS
Gianluca Loffredo Presidenza del Consiglio dei Ministri – Sub Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016
Stefano Soro Head of Unit, Green and Circular Economy della Commissione europea
Fabrizio Spada Responsabile relazioni istituzionali, Parlamento Europeo, ufficio Italia
Gian Domenico Tomei Presidente UPI Emilia-Romagna, Presidente della Provincia di Modena

Ore 12:00 – “le ricadute del Recovery Plan sul territorio”
Ettore Tazzioli, Direttore di TRC, intervista Vincenzo Colla, Assessore allo sviluppo economico e green economy della Regione Emilia-Romagna

Ore 12.30 – Pausa pranzo e sanificazione sala

Ore 14.00 – Registrazione dei partecipanti

Ore 14.15 – Le professioni integrate dell’economia circolare
Presentazione della ricerca a cura di Randstad Research
Presiedono e coordinano Alessandro Ramazza e Daniele Fano

Intervengono:
Davide Galli Coordinatore del Corso di Laurea in Management per la Sostenibilità della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza
Fabio Manca Big Data Coordinator, Employment, Labour and Social Affairs presso OECD
Francesca Puglisi Capo Segreteria Tecnica del Ministro dell’Istruzione
Stefano Sacchi Professore di Scienza politica, Politecnico di Torino

Ore 16:00 – SVILUPPO SOSTENIBILE E TERRITORI
Turismo e cultura sostenibile

Il turismo sostenibile è proiettato verso il futuro: le risorse sono gestite in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica, i sistemi di vita dell’area in questione (OMT).
L’obiettivo è quello di coniugare la conoscenza delle culture e delle tradizioni locali con il rispetto dell’ambiente, dei territori e delle popolazioni ospitanti, realizzando uno sviluppo economico durevole.
Insomma un’opportunità per il presente, con lo sguardo rivolto al futuro.

Green economy e green communities in montagna e nei territori rurali

La strategia nazionale delle Green Community potrebbe ricevere nuovo impulso dal Recovery Plan.
Il modello di sviluppo e di organizzazione comunitari dei territori rurali e di montagna, sfruttando in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono, può costituire un volano per il rilancio post Covid-19. La cornice normativa esiste da tempo, seppur inattuata.
Discuteremo di tali opportunità e prospettive durante il Convegno Economia Pulita.

Consumo del suolo, riqualificazione e processi di trasformazione dei territori

Cosa si intende per “sviluppo sostenibile”? Se ne parla da anni e il binomio è più che mai di attualità, ritenuto la “chiave” del rilancio post Covid-19.
Molteplici sono le definizioni e le declinazioni dello “sviluppo” sostenibile: dalla salvaguardia ambientale all’accessibilità delle risorse, dalla resilienza delle infrastrutture alla rimozione delle disuguaglianze.

Presiede e coordina: Giovanni Battista Pasini

Ne discutono:
Valerio Fioravanti Direttore Ente Parchi Emilia Centrale
Tullia Gallina Toschi Professore ordinario di Scienze e Tecnologie alimentari, Università degli Studi di Bologna
Massimo Rossi Direttore Ente Parchi Emilia Orientale
Marina Silverii Direttore operativo Art-ER
Livia Vittori Antisari Professore di Pedologia, Università degli Studi di Bologna

Ore 17.00 – Coffee break e sanificazione sala

Ore 17:15 – SOSTENIBILITÀ, FISCO E DIRITTO D’IMPRESA
Rating di legalità e sostenibilità

Il Rating di Legalità è uno strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, valorizzando legalità, trasparenza e responsabilità sociale. Il Rating di Legalità rappresenta ormai anche un elemento reputazionale per l’impresa che voglia promuovere il proprio approccio virtuoso, oltre ad agevolare la concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario.

Finanza sostenibile e politica fiscale Green

La leva fiscale può costituire un importante strumento per disincentivare comportamenti inquinanti e promuovere comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale. Un sistema impositivo “ideale” dovrebbe ergersi sul fondamentale principio del “chi inquina paga”. Il sistema fiscale italiano è pronto alla Rivoluzione green? I meccanismi impositivi e agevolativi vigenti sono efficaci? Quanta strada occorre ancora percorre? Quali strumenti fiscali potrebbero rafforzare il Recovery Plan?

Sostenibilità e corporate governance

Gli investitori sembrano spingere sempre più affinché le imprese includano considerazioni ambientali, sociali e di governance nella propria gestione dei rischi, sullo sfondo del diffuso riconoscimento della necessità di accelerare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.
Diventa fondamentale, quindi, che anche i modelli di corporate governance siano plasmati e orientati in funzione di una creazione di valore a lungo termine, al fine di raggiungere una vera sostenibilità d’impresa. Gli attuali modelli sono adeguati alla sfida?

Transizione equa, strumenti di tassazione e compensazione

La tassazione ambientale è uno degli strumenti per internalizzare le diseconomie generate dalle esternalità negative ambientali, reperendo le risorse necessarie a finanziare le politiche nazionali per il ripristino dei danni e per orientare le scelte dei contribuenti.
Cosa si intende per tributo ambientale?
La definizione invalsa in ambito europeo richiede che si tratti di un prelievo correlato ad attività che abbiano manifesti effetti negativi sull’ambiente.
Quali sono i tributi ambientali nella disciplina italiana? Rispecchiano la definizione europea?

Presiede e coordina: Lorenzo Del Federico

Ne discutono:
Stefano Bruno Avvocato Penalista – Fondatore e Vice-presidente dell’Associazione “Diritto penale, Economia ed impresa”
Gianluca Guerrieri Professore di diritto commerciale, Università degli Studi di Bologna
Giacomo Matteoni Avvocato specializzato in Diritto Amministrativo
Janet Milne Direttore Environmental Tax Policy Institute, Vermont Law School
Aldo Ravazzi Douvan Professore di Sviluppo Sostenibile, LUISS, e Environmental Global Governance, Roma Tor Vergata

Ore 18.30 – Chiusura dei lavori

Venerdì 10 settembre

Ore 9.00 – Registrazione dei partecipanti

Ore 10:00 – INFRASTRUTTURE, ABITAZIONE E SVILUPPO URBANO
Efficienza energetica

L’incremento dell’efficienza energetica degli edifici e dei sistemi impiantistici è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi europei.
Quando un sistema può essere definito energeticamente più efficiente di un altro?
La definizione di efficienza energetica esprime la capacità di un sistema di ottimizzare i risultati attraverso il minor consumo di energia possibile, eliminando sprechi e perdite, attraverso uno sfruttamento razionale.

Green design ed eco design

Anche il design ha una “coscienza ecologica” e si pone domande su come contribuire alla tutela ambientale.
Secondo Giovanni Klaus Koenig (Dxxesign. Rivoluzione, evoluzione o involuzione?, Ottagono, 1983, 68) il vero design è quello in cui “agiscono forti interazioni fra scoperta scientifica, applicazione tecnologica, buon disegno ed effetto sociale positivo”.
Quali sono, dunque, principi e strumenti perché il design si plasmi secondo gli obiettivi di tutela ambientale?

Smart Cities: qualità della vita e territorio

La città smart ha alcune caratteristiche fondamentali: applica i vantaggi derivanti dalle opportunità offerte dalle tecnologie (smart economy); presuppone un forte coinvolgimento e partecipazione della collettività (smart people); adotta modelli di governo che valorizzano il bene comune (smart governance); si basa su sistemi di mobilità intelligenti e sostenibili (smart mobility) ed è incentrata sugli obiettivi di sostenibilità e qualità della vita (smart environment, smart living).
In concreto, quali forme può assumere tale modello ideale?

Presiede e coordina: Valentina Orioli

Ne discutono:
Maria Cristina Fregni Urban development manager, Politecnica, Building for Humans
Grazia Ghermandi Professore di Ingegneria Sanitaria-Ambientale, Università di Modena e Reggio Emilia
Gianni Pietro Girotto Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo
Massimo Iosa Ghini Architetto – fondatore di Iosa Ghini Associati, Già Ambasciatore del Design italiano
Carlo Alberto Nucci Professore di sistemi elettrici per l’Energia, Università di Bologna e direttore dell’Electric Power Systems Research
Daniele Senzani Professore di Istituzioni di Diritto Pubblico, Università di Bologna

Ore 10:45 – MOBILITÀ E LOGISTICA SOSTENIBILI
Trasporti, riduzione delle emissioni ed educazione alla sostenibilità

I trasporti sono responsabili di gran parte delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE e contribuiscono in larga misura ai cambiamenti climatici. Ciononostante, il settore è tra i più “resistenti” al cambiamento, e rimane responsabile di oltre un quarto delle emissioni totali di gas a effetto serra nell’UE.
Numerosi sono gli studi e le ricerche sulle potenzialità di riduzione delle emissioni nei trasporti in Italia … ma a che punto siamo?

Logistica verde e infrastrutture per una mobilità sostenibile

La logistica sostenibile propone soluzioni di trasporto, consegna e riciclo delle merci rispettose dell’ambiente, con l’obiettivo di realizzare una catena del valore che includa la sfida ambientale (riduzione degli sprechi e ottimizzazione dei consumi) ed i problemi di mobilità.
Ciò impone la realizzazione di infrastrutture adeguate ed efficienti in un’ottica di collaborazione tra imprese e Pubblica Amministrazione.
Mentre nel contesto nord- europeo la green logistics è all’avanguardia, in Italia stenta a decollare. Quali sono gli ostacoli, i progetti e le opportunità?

Tecnologia, imprese e sharing economy

La sharing economy può contribuire allo sviluppo dell’economica circolare. Mettendo a disposizione piattaforme che consentono il contatto tra domanda ed offerta di prodotti, ne favorisce l’utilizzo e il ri-utilizzo, consentendo l’accesso condiviso.
La rivoluzione digitale, nonché la terza rivoluzione industriale che stiamo vivendo, ha sensibilmente inciso sul mercato e le sue trasformazioni: la cosiddetta “economia della condivisione” è in espansione contaminando tutti i settori, tra cui anche la mobilità.
Secondo l’OCSE, l’uso di diversi servizi di mobilità condivisa integrati tra loro riduce le percorrenze dei veicoli privati, di tutti gli impatti connessi, e consente un diverso utilizzo dello spazio stradale normalmente utilizzato per la sosta.
Come ha inciso la crisi pandemica sulla diffusione dei modelli di sharing mobility?

Presiede e coordina: Stefano Zunarelli

Ne discutono:
Massimo Campailla Professore di diritto della logistica e dei trasporti e di diritto europeo dei trasporti, Università di Ferrara
Sergio Crespi Direttore generale dell’Interporto di Bologna
Cesare D’Ippolito Direttore Business Development in NGV Powertrain
Francesco Leali Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Enrico Mattarelli Professore di macchine a fluido, Università di Modena e Reggio Emilia
Alessandro Tullio Amministratore delegato di Trenitalia Tper

Ore 12:00 – AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE E SOSTENIBILITÀ
Agricoltura e cambiamento climatico

L’agricoltura subisce le conseguenze del cambiamento climatico, ma, al contempo, ne è responsabile, generando rilevanti quantità di gas clima-alteranti.

A livello nazionale ed internazionale, si riflette, dunque, sul possibile ruolo del settore agricolo nelle strategie di mitigazione e adattamento, guardando sia ai c.d. Paesi Sviluppati, sia a quelli in via di sviluppo.

La FAO ha sviluppato il concetto di “climate-smart agriculture” per accrescere in maniera sostenibile la produttività agricola e la resilienza alle pressioni ambientali, aiutando i coltivatori ad adattarsi al cambiamento climatico, riducendo altresì le emissioni di gas serra.

Come si possono ottenere tali risultati?

Biologico e Km Zero

Numerosi sono gli studi e le ricerche sulla sostenibilità delle filiere agroalimentari legata alla distanza percorsa dalle produzioni agroalimentari, sia alla numerosità dei soggetti economici coinvolti.

Numerosi sono i modelli, dai GDO ai GAS, quali i pro e i contro?

Il contrasto allo spreco alimentare

Sembra che in Italia vangano sprecati mediamente 146 Kg di cibo all’anno per persona e oltre il 50% dello spreco avviene a livello domestico.

Le politiche di contrasto allo spreco alimentare, tra economica circolare ed economia sociale, contribuiscono a favorire la sostenibilità e ad a ridurre disuguaglianze e povertà, secondo un circuito virtuoso che stimola l’efficienza per giungere all’equità.

Parleremo anche degli strumenti politici, economici e fiscali per contrastare lo spreco alimentare.

Presiede e coordina: Alessandro Servadei

Ne discutono:
Francesco Battistoni Sottosegretario di Stato per le politiche agricole alimentari e forestali
Paolo Borghi Professore di Diritto dell’Unione Europea e Diritto Alimentare, Università di Ferrara, Facoltà di Giurisprudenza
Duccio Caccioni Agronomo, direttore Marketing e sviluppo CAAB e coordinatore scientifico della Fondazione Fico
Gianpiero Calzolari Presidente di Granarolo S.p.A. dal 2009 e di Granlatte dal 2007
Guglielmo Garagnani Presidente di Confagricoltura Bologna – Vice presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Ore 13.00 – Pausa pranzo e sanificazione sala

Ore 14.00 – Registrazione dei partecipanti

Ore 14:30 – GREEN TECH, INNOVAZIONE E IMPRESA PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Digitalizzazione, innovazione, competitività e sostenibilità nel settore privato e nella PA

La c.d. “Rivoluzione digitale” può contribuire alla realizzazione di numerosi goal dell’Agenda 2030: promozione della salute e del benessere, sviluppo urbano e città sostenibili, accesso all’istruzione.

Occorre però valutare l’impatto della trasformazione digitale sul mondo del lavoro, soppesando rischi e benefici, per garantire che la digital-economy sia compatibile con un modello di Europa aperto, sostenibile, centrato sulle persone.

I diversi modelli di “business sostenibile”

Il business sostenibile integra sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Non si tratta, solo, di fornire soluzione alla crisi ambientale, ma anche di costruire modelli di business che mettano al centro la persona, perseguendo l’uguaglianza e producendo beni o servizi in grado di migliorare la qualità della vita.

Molte imprese – non solo grandi- ma anche piccole o micro stanno integrando la sostenibilità ad ampio raggio nei loro processi aziendali.

Il 10 settembre 2021 vedremo modelli ed esempi di business sostenibile.

Energie alternative

La sfida ambientale impone il progressivo abbandono dei combustibili fossili, per far spazio alle fonti di energia alternative. Secondo l’Aie (Agenzia Internazionale dell’Energia), entro il 2040, il 40% della domanda di energia sarà soddisfatta dalle energie rinnovabili, in particolare da quella eolica e solare.

Quali sono le energie alternative del futuro? In quali settori potranno essere utilizzate proficuamente nei prossimi anni?

Ne parleremo il 10 settembre.

Presiede e coordina: Gian Luca Galletti

Ne discutono:
Stefano De Capitani Presidente di Municipia S.p.a.
Cecilia Del Re Rappresentante ANCI Nazionale
Sergio Duretti Direttore Divisione Welfare Digitale presso Lepida Spa
Daniele Fano Coordinatore scientifico di Randstad Research Italia
Massimiliano Mazzanti Professore di Politica economica, Università di Ferrara

Ore 15.45 – Coffee break e sanificazione sala

Ore 16:00 – PROGETTI DI AZIENDE, UNIVERSITÀ E ISTITUZIONI: RICERCA ED ESPERIENZE
Economia circolare e industria plastic free

L’Unione Europea ha proibito l’uso della plastica monouso a partire dal 1° luglio 2021:sSe esistono alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, saranno esclusi dal mercato i prodotti di plastica monouso come le posate, i piatti e le cannucce. Per altri tipi di prodotto, se ne limiterà l’uso riducendo il consumo a livello nazionale; introducendo prescrizioni in materia di progettazione e etichettatura; e imponendo obblighi di smaltimento e bonifica per i produttori.

E in Italia a che punto siamo?

Nel parleremo il 10 settembre.

Industrie culturali e creative, green start-up

La definizione di industrie culturali e creative (ICC) ha confini mobili: risente dell’evanescente definizione di cultura e del suo relativismo anche a livello geografico. Non a caso, mentre nell’Europa centrale e meridionale permane un modello di impresa culturale tradizionale, legata al patrimonio culturale, nell’Europea settentrionale ha da tempo sviluppato un modello legato a settori culturali più moderni, altamente tecnologizzati.

In Italia, il Rapporto 2012 sull’industria culturale ha dimostrato che la filiera culturale crea occupazione e produce ricchezza, ma si tratta ancora di una potenzialità in gran parte inespressa, che potrebbe contribuire a favorire il rilancio economico.

Proveremo a delineare prospettive e scenari di valorizzazione delle ICC il 10 settembre.

Corporate Social Responsibility e “green” brand

Nel Libro Verde della Commissione Europea del 2001, la CSR (Corporate Social Responsibility – in italiano RSI Responsabilità Sociale d’Impresa) è definita come: “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientali delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate”.

La relativa politica aziendale deve, dunque, saper conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in prospettiva di garantire la sostenibilità di lungo periodo. Quali sono vantaggi e svantaggi per l’impresa che adotta tale modello?

Ne parleremo il 10 settembre.

Presiede e coordina: Morena Diazzi

Ne discutono:
Imen Boulahrajane Influencer, Co-founder & Partner WILL, startup di informazione nativa digitale
Alessandra Magliaro Professore di Diritto Tributario, Università di Trento
Massimiliano Mazzanti Professore di Politica economica, Università di Ferrara
Giovanni Teneggi Direttore generale di Confcooperative di Reggio Emilia
Giovanna Zacchi Responsabile Sustainability and Esg Management Bper Banca

Ore 17.30 – Beppe Boni, Condirettore de Il Resto del Carlino, intervista Maria Cecilia Guerra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze

Ore 18.00 – Chiusura dei lavori

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