Dire Agenzia di stampa nazionale – Turismo: boom nelle città blocca mobilità, “serve più programmazione”

(DIRE) Bologna, 13 mag. – Occorre valorizzare la mobilità a basso impatto e il turismo dolce, tra ciclovie e ferrovie storiche, puntando sul digitale e tutelando meglio “i centri storici e delle località di maggior richiamo dall’overtourism, con un approccio alla sostenibilità intesa anche come adesione a principi etici e di legalità”. È l’input che emerge dal convegno “Mobilità turistica e l’evoluzione del trasporto passeggeri”, organizzato da Economia Pulita a Bologna in presenza tra gli altri di Barbara Casagrande, segretario generale del ministero del Turismo. Dai lavori in Sala borsa emerge che l’incremento della domanda di trasporto legata al turismo, se non ben governata e soddisfatta, potrebbe infatti “mettere in difficoltà uno dei settori più importanti per l’economia nazionale”, in grado di generare fino a 368 miliardi di euro, pari al 18% del pil (secondo le analisi dell’Università Tor Vergata che includono anche l’indotto). Tra le potenziali minacce c’è proprio l’overtourism, “con i connessi problemi di affollamento e congestione di luoghi pubblici, musei e mezzi di trasporto; centri storici e siti delicati a rischio degrado per il rumore, l’immondizia e la comparsa e diffusione di fenomeni di illegalità”. Senza trascurare i possibili danni al patrimonio ambientale e culturale, o ancora i problemi sociali legati all’aumento del costo e al peggioramento della qualità della vita per i residenti.

Intanto, mentre anche nel 2025 l’Italia si conferma tra le mete più ambite del turismo internazionale, richiamato quest’anno anche dal Giubileo e diretto in particolare nelle città d’arte, ancora oggi chi arriva nella penisola lo fa soprattutto via strada e aereo: secondo l’ultimo monitoraggio pubblicato dalla Banca d’Italia si mantiene prossima al 50% la quota di viaggiatori che hanno utilizzato mezzi su strada, automobili e pullman, a fronte di una quota del 47% di quelli che hanno scelto l’aereo. Anche la mobilità turistica interna, si ricorda al convegno di Bologna, vede tuttora privilegiare l’opzione stradale: l’automobile resta il mezzo di trasporto più usato, coprendo in assoluto, secondo gli ultimi dati Istat, quasi il 59 % dei viaggi. Si tratta tuttavia di una percentuale “in costante diminuzione con la conseguente crescita nell’ultimo triennio dei mezzi di trasporto collettivi”, appunto. A fronte dunque di un costante aumento dei flussi, puntualizza Pierluigi Coppola, prof di pianificazione dei Trasporti al Politecnico di Milano ed esperto della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture, “emerge la necessità di creare collegamenti tra le porte di accesso del Paese, come porti, aeroporti e stazioni, non solo verso le principali mete turistiche, ma anche verso quelle destinazioni minori, con l’obiettivo di riorganizzare le presenze sul territorio e aiutare le amministrazioni a contrastare il fenomeno dell’overtourism”.

Nella prospettiva di un turismo sostenibile, ricorda al convegno anche Alessio Claroni, prof di Diritto dei trasporti e del turismo dell’Università di Trento, “la mobilità può rappresentare uno strumento fondamentale per ripensare i flussi in modo più responsabile e attento, accompagnati da politiche che valorizzino i territori e migliorino concretamente la qualità della vita delle comunità ospitanti”. Al dibatto hanno preso parte Claudia Maria Terzi, assessora alle Infrastrutture della Lombardia, Roberta Frisoni, assessora al Turismo dell’Emilia-Romagna, Anna Lisa Boni, assessora comunale alla Transizione ecologica, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti e a Damiano de Marchi, project manager Fondazione Venezia Capitale Mondiale della sostenibilità.

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